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Off topic(a)…anche se poi mica tanto…Sanremo 2012 da odissea nello spazio a odissea nello strazio

15 Feb

Anche quest’anno è arrivato Sanremo e proprio il giorno di San Valentino, se siete single come me mi sembra un‘ottima punizione se siete rimasti a casa, anticipato come al solito dalle polemiche che più che polemiche vere e proprie sembrano le classiche mosse pubblicitarie, vedremo poi quello che succede con il padrone di casa sperando che si riveli meno noioso dell’anno scorso.

Una delle due vallette, la Ecclestone, ce la siamo giocata prima di cominciare e l’altra, la famosa Ivanka Sbilenka, a quanto pare è bloccata da un torcicollo assassino, per cui stasera torneranno la Cagnalis, ehm Canalis e la Rodriguez ad affiancare Morandi, elemento comico di accompagno quest’anno sarà Rocco Papaleo. Ritornano sul palco anche Luca & Paolo per il passaggio del testimone…canzoncina satirica sulla musica di Uomini Soli dei Pooh…ed un siparietto comico annesso abbastanza palloso.

Da odissea nello spazio il cui tema è stato utilizzato per la coreografia di Daniel Ezralow si passa ad Odissea nello Strazio e Sbadiglio Morandi non si smentisce neanche quest’anno. Ma finalmente arriva la prima cantante e si comincia la gara, si tratta di Dolcenera con Ci Vediamo A Casa, canzoncina banalotta ma probabilmente radiofonica del genere io ti amo, tu mi ami, va tutto bene anche con la crisi e ci vediamo a casa…abbastanza terribile a dire il vero.

Il secondo è invece Samuele Bersani che in passato ha portato una canzone splendida, Replay, stasera invece si porta Un Pallone, cantautore elegante anche se non sempre facile presenta una canzone forse poco sanremese ma interessante e modo suo divertente. Piccolo incidente di percorso, si blocca il sistema di votazione dei giurati in sala e Strazio Morandi anticipa l’entrata di Rocco Papaleo…lo strazio continua. Ed ecco una volta riparato il guasto arriva Noemi con una canzone di Fabrizio Moro , Sono solo parole. Stavolta Noemi sempre più rossa punta su una ballad a effetto crescente molto gradevole. Il prossimo è il marito di Ambra Angiolini, Francesco Renga che è stato anche il cantante dei Timoria , con la canzone La tua bellezza e Renga ha una voce potente ed il pezzo gli rende giustizia, certo che pensare ad Ambra come bellezza furiosa e nobile sminuisce un po’ il pezzo, non molto orecchiabile e poco sanremese ma di solito lui vende lo stesso.

Ecco ora la vera outsider del festiva,l Chiara Civello, artista jazz che ha una discreta fama all’estero e che tenta la carta sanremese, pezzo molto bello un po’ anni 60, bella la musica e testo banalotto che si salva per la sua bella voce. Magari poteva osare di più come aveva fatto l’aristogatto Gualazzi l’anno scorso. Poi tocca alla corista di papà Zucchero, Irene Fornaciari, che aveva fatto piangere le mie orecchie l’anno scorso , con un pezzo di Davide Van DerModenacityrambleriepiacerebbeayaneznonsicapisceniente Sfroos, che si chiama Il Grande Mistero. A Van Der Sfroos l’anno scorso mancavano i sottotitoli e non si capiva nulla lei invece si capisce anche troppo e l’unico mistero che non si capisce è che diavolo ci faccia a Sanremo: la canzone è veramente brutta. Introdotto da un siparietto opinabile e finto violento dove Strazio Morandi si lascia sfuggire un caxxo dalla bocca arriva Celentano ed io ne approfitto per la pausa bagno. Il pippone di Celentano è un concentrato di cose trite e ritrite condite con aria fritta, e se pensate a quanto è stato pagato mi fa venire voglia di smettere di pagare il canone…e l’intervento “recitato” della Cagnalis non è che migliori le cose, finalmente attacca a cantare che è meglio, Celentano non la Cagnalis. Arriva anche Pupo…ed io ho finito gli spigoli, vado in PAUSA CAFFE’.

Io ritorno ed arrivano i Nuovi Sanremo Blues Brother e considerando quello che ho visto mi prendo un mix tra IMODIUM & BIMIXIN…ma Prisencolinensinainciusol quasi la salvo per motivi di nostalgia, la musica si ferma e Celentano continua ed io ho sempre più bisogno di qualcosa che mi tenga sveglio, leggendo i commenti su facebook sembra che l’intervento di Celentano abbia generato malori peggiori dell’esposizione alle radiazioni di una bomba atomica.

E meno male che si riparte con la musica, arriva Emma Marrone, creatura di Maria La Sanguinaria data come favorita, con Non è l’inferno scritta dal cantante dei Modà, e si sente nel bene e nel male: altra canzone sulla crisi, bruttarella a dire il vero, anche se lei è più intonata di quello che credessi. Arrivano gli altri outsider del festival, i Marlene Kuntz, gruppo rock che con Sanremo c’entra veramente poco, con Canzone per Un Figlio, canzone morbida e accattivante e d’autore ma assolutamente non sanremese: la voce di Godano non è al massimo e secondo me li trombano immediatamente. StrazioMorandi non demorde e continua ad annoiare come non mai, si ricliclano le due presenze femminili dell’anno scorso, la Rodriguez e la Cagnalis, un pochino più intonate dell’anno scorso anche loro, anche se in realtà sembra che siano doppiate da due coriste nascoste dietro il palco.

Il prossimo artista è Eugenio Finardi con E tu lo chiami Dio, canzone anche troppo ordinaria per Finardi, per uno che aveva scritto Extraterrestre mi aspettavo di meglio, ma niente di che. Ed ecco il momento più atteso Gigggi Dallesssio & Loredana Bertè con Respirare. Una delle coppie più improbabili si forma sul palco dell’Ariston, la canzone sembra scritta sulla pelle della Bertè ma risulta estremamente gradevole e radiofonica (nonostante i nuovi canotti della Bertè) e per ora si potrebbe dire che sia la migliore canzone della serata, ma solo una cosa: il look bella Bertè stile Zia Assunta in vedovanza non è il massimo. Scusate ma è arrivata Mina sul palco? Ah no è Nina Zilli con i capelli e le movenze di Mina ed effettivamente la canzone ha molti echi della Tigre di Cremona ed infatti assomiglia nell’incedere ad Ancora di Mina, comunque è molto bella, poco radiofonica se vogliamo ma molto bella. La musica si ferma, arriva Rocco Papaleo e torna anche lo strazio, noia noia noia.

L’altra coppia improbabile del Festival piomba sul palco, Pierdavide Carone e Lucio Dalla: la canzone si chiama Nanì, storia di amore tra Carone e una prostituta, Dalla ha detto che la canzone ha degli echi di 4/3/1943 ma io continuo ad avere dubbi, non mi è piaciuta per niente. Tocca ad Arisa con La Notte, che stavolta si allontana dalla canzoncina facile e divertente per passare ad una canzone più d’autore e drammatica, sicuramente non facile ma una bella prova di coraggio e di voce per Arisa. Si arriva alla fine, ora tocca ad i Matia Bazar con di nuovo Silvia Mezzanotte alla voce, Sei Tu il titolo della canzone, anche se i fasti con Antonella Ruggero sono lontani la canzone di presenta bene per le corde vocali della Mezzanotte, drammatica ma accattivante solo che sa molto di già sentito va bene per sanremo ma sembra veramente un riciclo.

Niente eliminazione per questa sera, il guasto tecnico ha pregiudicato la serata e domani sera si esibiranno di nuovo i big. Passano i clip con le nuove proposte: attimo di terrore, e per stasera è tutto.

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4 commenti

Pubblicato da su 02/15/2012 in Off-topic(a)

 

4 risposte a “Off topic(a)…anche se poi mica tanto…Sanremo 2012 da odissea nello spazio a odissea nello strazio

  1. Astro

    02/16/2012 at 12:27 am

    Per favore, DE Sfroos. Anche se credo che la massima storpiatura sia da attribuire a mio padre, che lo chiama Van Der Frost (o Sfrost se va bene).
    Saro’ contestabilissimo, ma a me piace. Poi essendo brianzolo lo capisco pure, ma quello e’ un altro discorso.
    Concordo sulle orecchie piangenti l’anno scorso (gli acuti stonavano veramente) e devo dire che 1) Yanez non e’ la migliore dell’album omonimo 2) anche l’album non e’ uno dei migliori, si salvano tre o quattro canzoni e basta, il resto riecheggia molto arrangiamenti passati.
    Concordo anche sui sottotitoli: non sarebbero stati una cattiva idea per coloro che non comprendono i dialetti settentrionali (e qui comprendo anche molti miei conterranei) e che non avevano voglia di andare sul suo sito a leggere le traduzioni (o non sapevano che ci fossero).

     
  2. thefoxy

    02/28/2012 at 3:41 pm

    Saresti da santificare solo per il fatto di aver recensito Odissea nello Strazio… però anch’io ti tiro le orecchie su Davide Van de Sfroos. E’ un bravo cantante e tirargli addosso solo perchè canta in dialetto brianzolo (che essendo io lombarda capisco abbastanza anche se non del tutto) senza sottotitoli è un po’ da stron……; considerando che nessuno ha mai chiesto i sottotitoli per Giggi O’ Scugnizzo direi che siamo pari e patta, non trovi? 😛

     
    • lucarizzo

      02/28/2012 at 11:13 pm

      allora i sottotitoli per Giggi avrebbero bisogno del traduttore Italiano-Giggi & Giggi – Italiano prima, ma su Van Der Froos ho qualche problemino, fai conto che è l’unico artista che abbiamo trattato al CIM le cui copie in acquisto sono uguali a quelle di resa…

       
  3. thefoxy

    02/29/2012 at 11:07 am

    E’ un genio incompreso!! 😉
    Mah, forse ci sarebbe un lungo discorso da fare sul fatto che i dialetti nordici sono ancora tutti da “sdoganare” e che mentre ci si aspetta che tutti capiscano il napoletano e il romanesco (ci si aspetta = non mi vergogno di dire che Troisi quando parlava non capivo una mazza!!! E sì che ho il Grancapo salernitano che parla stritto stritto!!) i nostri dialetti vanno sottotitolati o doppiati, come successe per l’albero degli zoccoli, trasmesso dalla Rai in italiano mentre fu recitato in bergamasco. Non voglio sembrare leghista, e non lo sono, voglio solo dire che TUTTI i dialetti hanno una loro dignità…….. io ne parlo ben tre!!! 😀
    Ho il papà emiliano, la nonna materna vicentina, sono “madrelingua” bresciana, praticamente poliglotta!!! 😉

     

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